Ma come ci si è arrivati?

calciomercato-pallone-euro-soldi-shutterstock_484189339Per gli appassionati di calcio, l’estate è tutt’altro che tempo di vacanza; è, infatti, il periodo in cui vi è la pianificazione sotto ogni punto di vista della stagione imminente, nonché (e soprattutto) il momento di maggiore fermento per il calciomercato, con trattative da sogno e cifre da capogiro. Ed è proprio su queste cifre che un po’ tutti ultimamente ci interroghiamo, con una domanda principale: come ci si è arrivati?
L’andamento del mercato è cambiato negli ultimi tre/quattro anni circa. Fino ad allora, le cifre spese dai club erano tutto sommato giustificabili, con il picco che si era raggiunto solo nell’ormai lontanissimo 2009, quando il Real Madrid aveva acquistato Cristiano Ronaldo (sì, proprio CR7!) per 94 milioni di euro, un valore quasi irrisorio se paragonato ai numeri di cui si parla nelle ultime sessioni.

Trasferimenti più costosi di sempre
Per rendersi conto dell’enorme cambiamento che si è raggiunto nella valutazione dei calciatori, basti guardare questa tabella. I sette trasferimenti più costosi della storia del calcio (escluso il sopracitato Cristiano) sono avvenuti tutti dal 2013 in  poi.
Da Bale a James, da Suarez a De Bruyne, finendo con Pogba, Higuain e, proprio pochi giorni fa, Lukaku passato allo United per ben 85 milioni di euro.
Risulta lecito, nonché piuttosto scontato, chiedersi perché si siano gonfiate in maniera così spropositata le cifre che gravitano intorno al mondo del calcio.
Un’ importante motivazione, a mio modo di veder, risiede nel cambiamento del modo di intendere e gestire una società. Da semplici squadre e agglomerati di giocatori, le società calcistiche sono diventate vere e proprie grandi imprese, di cui alcune addirittura quotate in borsa, alla stregua delle più importanti multinazionali del mondo; alla luce di ciò, è cambiato anche il modo di relazionarsi con i giocatori, non più semplici attori nel campo, ma sempre più uomini-immagine e riferimento economico per le società, che intorno alle loro figure costruiscono il merchandising, le campagne abbonamenti, il rapporto con i tifosi sui social e, di conseguenza, essi hanno acquisito un’importanza non più limitata al rettangolo di gioco, ma sviluppata a 360 gradi, nell’ambito economico, sociale e così via. Questo, ovviamente, non ha fatto che aumentare il loro valore economico sul mercato e, contemporaneamente, aumentare anche le richieste del giocatore sull’ingaggio, conscio del proprio valore e potere anche sull’opinione dei tifosi.
Emblematico è il caso Donnarumma. A 18 anni, è riuscito ad ottenere un contratto monstre ( anche grazie all’abilità e scaltrezza del suo procuratore), utilizzando proprio la sua enorme influenza ed importanza, non solo nel campo, ma anche fuori, soprattutto nel rapporto con i tifosi (anche se, va detto, il ragazzo ne ha perso in credibilità e ci vorrà del tempo per riguadagnare la stima e la fiducia tradite).
Insomma, la trasformazione del mondo del calcio in un vero e proprio business, dovuta anche ad altri fattori, tra cui la sovraesposizione mediatica dovuta ai social e le aste per i diritti televisivi, ha reso i giocatori pedine così importanti nel meccanismo aziendale da permetterci di vedere cessioni anche a cifre molto più alte rispetto a quello che è il reale valore del giocatore.
Ed è questa, a mio parere, la sostanziale distanza con il passato. Giocatori tra i più grandi della storia recente e meno recente del calcio ( per fare qualche nome i vari Ronaldinho, Ronaldo il fenomeno, Shevchenko, Buffon, Platini, Figo, Nesta, Nedved e così via all’infinito) sono stati ceduti a cifre nettamente inferiori rispetto a quelle attuali, ed è facile trovarli, nella classifica dei trasferimenti più costosi di sempre, al di sotto di giocatori come Mustafi, Benteke, Mata ecc. che, con tutto il rispetto, non avranno mai il talento e l’importanza che i sopracitati fenomeni hanno rivestito nel mondo del calcio.
Alla luce del mercato estivo a cui stiamo assistendo, risulta pressoché impossibile intravedere la fine di questo meccanismo di crescita esponenziale dei valori di mercato, anzi è molto più ponderabile vedere le cifre ancora in aumento: Ederson, Mendy, Bernardo Silva e Walker, ad esempio, sono stati acquistati dal Manchester City per circa 200 milioni complessivi, Morata è passato al Chelsea per un valore tra i 70 e gli 80 milioni, Lacazette è passato all’Arsenal per una cifra intorno ai 53/55 milioni di euro.
Nessuno di questi è, al momento, tra i primi 10 giocatori del mondo e, per quanto in prospettiva sicuramente qualcuno di loro potrà diventarlo, al momento sono proprio loro la dimostrazione più lampante di come il mercato sia in totale scompiglio,.
E allora, a questo punto, è naturale chiedersi: quanto sarebbe costato, senza spostarsi troppo indietro nel tempo, un genio del centrocampo come Andrea Pirlo, nel mercato attuale? O uno come Ronaldo il Fenomeno,  Clarence Seedorf, Paolo Maldini o Carles Puyol? Non lo scopriremo mai, ed è forse proprio l’impossibilità di dar loro un esatto valore economico che ci fa capire quanto effettivamente abbiano donato al calcio che oggi vediamo.
Di sicuro, ad oggi il calciomercato è davvero un contesto economicamente strabordante, lontano anni luce dai tempi dove era il semplice momento per i tifosi di sognare il grande acquisto per la propria squadra del cuore, ed assomiglia sempre più ad un’enorme asta infinita al rialzo, dove i calciatori sono semplici professionisti, come manager d’impresa o ingegneri internazionali, spesso mercenari, senza alcun attaccamento alla maglia e alla storia della squadra in cui si trovano, ma dediti solo a soddisfare il proprio tornaconto personale.
Ipotizzare un ritorno al calcio di tanti anni fa, dove i soldi avevano sicuramente minor valore, è utopistico, anche alla luce del diverso contesto sociale ed economico in cui ci si muove nel 2017, e non sarebbe neanche giusto fare un passo indietro, perché è sempre positivo pensare a rinnovarsi e a migliorarsi.
L’augurio è, semplicemente, che il vero spirito del calcio venga sempre fuori, prima che la passione dei tifosi, gli unici ad amare per davvero e a prescindere da tutto questo sport, svanisca per sempre.

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